Focus on obesità e DT2

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Effetti di dapagliflozin nel diabete tipo 2 e nell’insufficienza cardiaca con frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata nel contesto di una terapia ipoglicemizzante nello studio DELIVER

Presentato da: Muthiah Vaduganathan*, MD, et al.
Brigham & Women’s Hospital, Boston, USA

Sinossi

Nei pazienti con DT2 con HFmrEF/HFpEF, dapagliflozin manifesta i benefici attesi con maggior parte delle tipologie e delle associazioni di terapie antiperglicemiche concomitanti.

Messaggi chiave

  • Nelle persone con DT2 con HFmrEF/HFpEF, dapagliflozin ha mostrato i benefici terapeutici attesi nella maggior parte delle tipologie e delle associazioni di terapie antiperglicemiche.
  • Ciò suggerisce che potrebbero essere giustificate nuove linee guida terapeutiche che non impongano più una terapia basale con metformina.
  • I benefici di dapagliflozin non vengono diminuiti dalla concomitante terapia insulinica.

Background

Cosa sappiamo sull’argomento?

  • In persone con DT2 spesso richiedono più di un farmaco per un adeguato controllo glicemico.
  • Nello studio DELIVER, il SGLT2 dapagliflozin ha migliorato gli outcome dell’insufficienza cardiaca (HF, heart failure) in 6263 pazienti con HF e frazione di eiezione (FE) lievemente ridotta o conservata (HFmrEF/HFpEF, HF with mildly reduced/preserved ejection fraction)1.
  • Non è noto se gli effetti di dapagliflozin sugli outcome clinici nello studio DELIVER siano stati influenzati dal tipo di farmaci antiperglicemici (AHT, anti-hyperglycemic therapies) in corso o dal loro numero.

Come è stato condotto questo studio?

  • In totale, 6263 pazienti con HFmrEF/HFpEF sono stati randomizzati a dapagliflozin o placebo; di questi, 3150 (50,2%) avevano DT2.
  • Gli effetti di dapagliflozin sull’outcome primario (peggioramento della morte per HF/morte cardiovascolare), ospedalizzazione per HF, morte cardiovascolare e morte per tutte le cause sono stati valutati utilizzando le stime di Kaplan-Meier e i modelli dei rischi proporzionali di Cox.

Risultati

Cosa ci dice questo studio?

  • All’interno del sottogruppo DT2, il 42% era costituito da donne, età media (±DS) 71 ± 9, BMI 30,9 ± 6,2, HbA1c 7,4 ± 0,6%, eGFR 59,5 ± 19,5 e FE ventricolare sinistra 54,0 ± 8,7%.
  • Il numero medio di AHT al basale era 1,3 ± 1,0, con il 22,9% in sola dieta, il 58,5% metformina, il 30,0% insulina, il 21,5% sulfonilurea (SU), il 16,8% DPP4i e il 2,2% GLP-1 RA (terapia combinata utilizzata nel 40,6%).
  • Gli effetti relativi di dapagliflozin rispetto al placebo sulla maggior parte dei outcome sono stati ottenuti indipendentemente dall’uso di fondo della maggior parte degli AHT.
  • È stata osservata un’eterogeneità nominale per l’outcome primario in base all’uso di SU, poiché in quelli che la utilizzavano sono stati riscontrati benefici maggiori, sebbene ciò non fosse presente in tutti gli outcome.
  • Inoltre, dopo aver tenuto conto di altri sottogruppi prespecificati e di altri AHT, non sembrava esserci alcuna eterogeneità complessiva significativa nella risposta a dapagliflozin.
  • Non è stata riscontrata alcuna interazione nemmeno con l’uso in background di DPP4i o GLP-1 RA.
  • Nell’analisi dei pazienti che assumevano diversi AHT (0-4), sono stati riscontrati gli effetti attesi del dapagliflozin in tutti gli outcome dello scompenso cardiaco.

Conclusioni e prospettive

Quali le implicazioni di questo studio sulla pratica clinica?

  • Nelle persone con DT2 e con HFmrEF/HFpEF, il beneficio terapeutico di dapagliflozin è stato quello atteso con maggior parte delle tipologie e delle associazioni di AHT concomitanti.
  • Questi dati supportano le più recenti linee-guida sul trattamento del DT2 che non impongono più la terapia di base con metformina nei pazienti con malattie cardiovascolari e HF.
  • Inoltre, i benefici di dapagliflozin non sono stati attenuati dalla concomitante terapia insulinica, che può avere proprietà di sodio-ritentive.
  • L’interazione statistica nominale osservata con le SU può essere casuale, ma merita ulteriori indagini.

Bibliografia di riferimento

  1. Solomon SD, McMurray JJV, Claggett B, et al. Dapagliflozin in Heart Failure with Mildly Reduced or Preserved Ejection Fraction. N Engl J Med. 2022;387(12):1089-98.

Report

Il rapporto peptide C/glucosio come marcatore della secrezione insulinica predice il futuro trattamento con insulina e il compenso glicemico nelle persone con diabete tipo 2 di recente insorgenza
Reiner Jumpertz von Schwartzenberg*, MD, et al.
Institute of Diabetes Research and Metabolic Diseases (IDM) Helmholtz Center Munich, Tübingen, Germany
Effetto dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sul diabete incidente negli anziani: analisi post hoc dello studio randomizzato e controllato con placebo ASPREE
Sophia Zoungas*, MD, et al.
School of Public Health and Preventive Medicine Monash University, Melbourne, Australia