Focus on obesità e DT2

In collaboration with In collaboration with Desg

Il MODY nel diabete a esordio più tardivo è comune e la sua identificazione può migliorare il trattamento: analisi da un campione di oltre 77.000 persone

Presentato da: Luke Sharp*, MD, et al.
University of Exeter, Exeter, UK

Sinossi

Una percentuale di persone con diabete ad esordio più tardivo (>40 anni) ha un MODY e riceve un trattamento inappropriato, questo evidenzia il fatto che i test genetici sono giustificati.

Messaggi chiave

  • Una percentuale considerevole di persone con diabete ad esordio più tardivo (>40 anni) è affetta da MODY.
  • Un’ampia percentuale di adulti anziani affetti da MODY ha ricevuto un trattamento inappropriato per il proprio genotipo, il che sottolinea l’utilità dei test genetici.

Background

Cosa sappiamo sull’argomento?

  • I test genetici per il MODY (maturity onset diabetes of the young) attualmente escludono le persone con diabete che esordisce dopo i 40 anni, nonostante gli studi dimostrino che le mutazioni MODY possono essere riscontrate negli adulti anziani1,2.
  • In questo lavoro, i ricercatori hanno eseguito studi genetici su larga scala per identificare la prevalenza, le caratteristiche cliniche e l’utilità clinica dei test genetici del diabete monogenico nelle persone con diabete ad esordio tardivo (diagnosticato dopo >40 anni).

Come è stato condotto questo studio?

  • I dati sull’intera sequenza dell’esoma [la parte esterna del genoma di una cellula che include tutti i geni espressi da una determinata cellula o tessuto, ovvero quelli che producono proteine o RNA funzionale] sono stati ottenuti da persone con diabete diagnosticato a più di 40 anni.
  • Il campione includeva 38.967 persone della UK Biobank, una coorte di popolazione dello UK e 33.590 persone di una coorte basata sul sistema sanitario degli USA con un tasso di obesità più elevato (50%).
  • I 12 geni MODY più comuni, incluso m.3243A>G (solo nella UK Biobank), sono stati analizzati per identificare le varianti patogene/probabilmente patogene in tali geni.

Risultati

Cosa ci dice questo studio?

  • Delle 38.967 persone con diagnosi di diabete dopo i 40 anni nella coorte UK, 188 persone avevano il MODY, con una prevalenza dello 0,48% (1 su 207, IC 0,42-0,56%), la prevalenza era simile fra persone con diabete trattate e non con insulina (0,50 vs 0,47%).
  • La causa più comune di MODY è stata GCK (44,7%) seguita da HNF1A/4A (17%) e m.3243A>G (10,6%); delle 188 persone con MODY, 48 (25%) hanno ricevuto un trattamento inappropriato per il loro genotipo.
  • I casi di MODY avevano un’età alla diagnosi più bassa (55 vs 58, p <10-07), un BMI più basso (28,1 vs 31,6, p <10-17), una frequenza più elevata di diabete gestazionale (solo donne, 11 vs 2%, p <10-5) e un T2D-Genetic Risk Score inferiore (0,04 vs 0,33, p <10-4).
  • La prevalenza di MODY è raddoppiata all’1,1% (1 su 91) per le persone con BMI <27 (
  • L’analisi di 33.590 soggetti provenienti da una coorte sanitaria con tassi di obesità più elevati (50%) ha mostrato una prevalenza inferiore di MODY (n = 81, 0,25%, 1 su 394, IC 0,2-0,3%).
  • Degli 81 soggetti affetti da MODY, 40 (50%) hanno ricevuto un trattamento inappropriato per il loro genotipo.

Conclusioni e prospettive

Quali le implicazioni di questo studio sulla pratica clinica?

  • Almeno una persona su 207 con diabete ad esordio più tardivo (>40 anni) è affetta da MODY.
  • Circa il 25-50% degli individui MODY hanno ricevuto un trattamento inappropriato per il loro genotipo, evidenziando l’utilità clinica dei test genetici.
  • È importante notare che il MODY di tipo GCK non richiede alcuna terapia e che addirittura il trattamento può essere dannoso.
  • Sono necessari ulteriori studi per sviluppare una strategia ottimale per selezionare gli adulti da sottoporre a test genetici.

Bibliografia di riferimento

  1. Shields BM, Shepherd M, Hudson M, et al. Population-Based Assessment of a Biomarker-Based Screening Pathway to Aid Diagnosis of Monogenic Diabetes in Young-Onset Patients. Diabetes Care. 2017;40(8):1017-25.
  2. Patel KA, Kettunen J, Laakso M, et al. Heterozygous RFX6 protein truncating variants are associated with MODY with reduced penetrance. Nat Commun. 2017;8(1):888.

Report

Il rapporto peptide C/glucosio come marcatore della secrezione insulinica predice il futuro trattamento con insulina e il compenso glicemico nelle persone con diabete tipo 2 di recente insorgenza
Reiner Jumpertz von Schwartzenberg*, MD, et al.
Institute of Diabetes Research and Metabolic Diseases (IDM) Helmholtz Center Munich, Tübingen, Germany
Effetto dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sul diabete incidente negli anziani: analisi post hoc dello studio randomizzato e controllato con placebo ASPREE
Sophia Zoungas*, MD, et al.
School of Public Health and Preventive Medicine Monash University, Melbourne, Australia