Focus on obesità e DT2

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Efficacia della terapia iniziale con tripla combinazione con metformina, dapagliflozin e saxagliptin in persone con diabete tipo 2 farmaco-naïve: studio randomizzato e controllato

Presentato da: Nam Moon Kim*, MD, et al.
Internal Medicine, Korea University College of Medicine Seoul, Republic of Korea

Sinossi

Nelle persone con diabete tipo 2 di recente insorgenza, la terapia di combinazione iniziale con metformina, dapagliflozin e saxagliptin si è rivelata efficace nel ridurre l’HbA1c e ha avuto una migliore tollerabilità rispetto al convenzionale trattamento sequenziale.

Messaggi chiave

  • Lo studio ha valutato l’efficacia e la tollerabilità di una tripla combinazione iniziale con metformina, dapagliflozin e saxagliptin rispetto alla convenzionale terapia sequenziale in pazienti con DT2 di recente insorgenza farmaco-naïve.
  • La terapia di combinazione iniziale con metformina, dapagliflozin e saxagliptin ha ridotto efficacemente l’HbA1c garantendo una migliore tollerabilità rispetto al convenzionale trattamento sequenziale nel DT2 di recente insorgenza.

Background

Cosa sappiamo sull’argomento?

  • Una terapia di combinazione precoce è raccomandata nei pazienti con diabete tipo 2 (DT2) all’esordio che presentano un’iperglicemia non adeguatamente controllata al fine di evitare il fallimento del trattamento e l’inerzia clinica1.

Come è stato condotto questo studio?

  • È stato condotto uno studio multicentrico, randomizzato, in aperto, della durata di 104 settimane.
  • I pazienti eleggibili avevano un’età ≥18 anni, una glicemia non adeguatamente controllata (HbA1c da ≥8,0 a <11,0%) e avevano un DT2 di recente insorgenza farmaco-naïve.
  • I partecipanti idonei sono stati assegnati in modo casuale (1:1) alla terapia di tripla combinazione (TTC, 1000 mg di metformina, 10 mg di dapagliflozin e 5 mg di saxagliptin una volta al giorno) o al gruppo di terapia convenzionale sequenziale (CST, conventional stepwise therapy), che è stata avviata con metformina seguita da glimepiride e sitagliptin in sequenza.
  • Un totale di 105 partecipanti idonei è stato assegnato in modo casuale ala TTC o alla CST.

Risultati

Cosa ci dice questo studio?

  • L’outcome primario – percentuale di pazienti che hanno raggiunto HbA1c <6,5% senza ipoglicemia, aumento ponderale ≥5% e interruzione dovuta a eventi avversi alla settimana 104 – è stato raggiunto nel 42,5% del gruppo TTC e nel 17,5% del gruppo CST.
  • La percentuale di pazienti che hanno raggiunto HbA1c <6,5% alla settimana 104 è stata del 50,0% nel gruppo TTC e del 45,0% nel gruppo CST.
  • Ipoglicemia, aumento ponderale >5% o interruzione dovuta a eventi avversi si sono verificati nel 14,9% dei pazienti del gruppo TTC rispetto al 59,2% del gruppo CST.

Conclusioni e prospettive

Quali le implicazioni di questo studio sulla pratica clinica?

  • La terapia di combinazione iniziale con metformina, dapagliflozin e saxagliptin ha ridotto efficacemente l’HbA1c e ha avuto una migliore tollerabilità rispetto al CST nei pazienti con DT2 di recente insorgenza.
  • In alcuni pazienti con HbA1c >10% e presenza di calo ponderale, la terapia insulinica iniziale deve essere presa in considerazione prima di iniziare la TTC orale, come indicato dalle linee-guida ADA/EASD.

Bibliografia di riferimento

  1. Shubrook JH Jr. Managing recent-onset diabetes: choosing durable, well-tolerated therapies and understanding the role of incretin-based therapies. J Am Osteopath Assoc. 2014;114(5 Suppl 2):S6-13.

Report

Il rapporto peptide C/glucosio come marcatore della secrezione insulinica predice il futuro trattamento con insulina e il compenso glicemico nelle persone con diabete tipo 2 di recente insorgenza
Reiner Jumpertz von Schwartzenberg*, MD, et al.
Institute of Diabetes Research and Metabolic Diseases (IDM) Helmholtz Center Munich, Tübingen, Germany
Effetto dell’acido acetilsalicilico a basso dosaggio sul diabete incidente negli anziani: analisi post hoc dello studio randomizzato e controllato con placebo ASPREE
Sophia Zoungas*, MD, et al.
School of Public Health and Preventive Medicine Monash University, Melbourne, Australia